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Chi siamo

Famiglie, ma non solo, che credono che vivere sia stare sotto una tenda, provvisoria e mobile, aperta all’ospitalità e pronta ad accogliere chi passa vicino.

Il mondo contemporaneo è segnato dalla mobilità: sempre più persone si spostano, cercando qualcosa o fuggendo da qualcos’altro. Si possono chiudere le porte, alimentando il disagio e il conflitto, oppure aprirle, nella convinzione che l’ospitalità sia la condizione del dialogo e della fraternità. E’ una strada difficile, ma non tentarla presenta ancora più rischi.

 

Cosa facciamo

In collaborazione con la Caritas (diocesana e italiana) e grazie alla generosa ospitalità dell’Istituto secolare Figlie di S. Angela Merici, Compagnia di S. Orsola, abbiamo sistemato questa struttura per ospitare famiglie di migranti, offrendo loro una sistemazione temporanea e un vicinato attento, ispirato all’ascolto e alla condivisione, in vista di un loro inserimento nel tessuto sociale cittadino.

Cerchiamo anche di promuovere una riflessione sui temi dell’ospitalità, della migrazione, del dialogo tra le culture, della riconciliazione, perché crediamo che azione e parola si alimentino a vicenda, e che sia importante contribuire alla costruzione di una cultura sensibile alla questione dell’Altro.

Grazie alla disponibilità di persone competenti che hanno accettato di collaborare in modo stabile e grazie anche al finanziamento ottenuto su progetti mirati, offriamo servizi e azioni di supporto per gli stranieri che vivono sul territorio urbano, al fine di promuoverne l’integrazione e di valorizzare le occasioni di conoscenza, scambio culturale e condivisione di percorsi esistenziali. Ospitiamo realtà culturali e religiose diverse, nella fiducia che il messaggio del Vangelo indichi nella prossimità ai fratelli, in particolare a chi vive la condizione di straniero, la via per fare esperienza di Dio e cerchiamo di valorizzare, insieme a chi lo desidera, momenti di ascolto e commento della parola.

Perché questo nome

Una parola di una lingua altra, che peraltro esprime una profonda verità della nostra fede, ci mette tutti sullo stesso piano, stranieri e non. Una parola non immediatamente comprensibile va controcorrente rispetto agli slogan facili, memorizzabili, efficaci ma poveri di significato cui siamo ormai abituati.

Di fronte alla lingua greca siamo tutti stranieri, anche se molte
civiltà sono legate alla cultura che quella lingua esprime. Un termine non immediatamente comprensibile può sollecitare una domanda, uno sforzo di comprensione, un movimento di curiosità, una ricerca di significato.
Un termine che viene dal prologo del vangelo di Giovanni:

Kai o logos sarx egeneto kai eskhnwsen en hmin

Nella traduzione italiana la frase di Giovanni è “E il verbo si fece carne e venne ad abitare i mezzo a noi”. La traduzione letterale sarebbe “piantò la sua tenda in mezzo a noi”, oppure “si fece tenda per noi”, dal momento che skhnow il verbo di cui eskhnwsen è il passato, viene da skhnh che vuol dire “tenda”.

Eskhnwsen è un verbo, indica quindi un’azione, un movimento, un farsi vicino e accogliente. In tutti i casi, in questo breve passo sono riassunti gli aspetti che vogliamo mettere al centro della nostra ispirazione. Prima di tutto la corporeità: la parola si è fatta carne, e l’essere soggetti corporei è il nostro modo di abitare il mondo, la condizione del nostro essere, il limite e la risorsa del nostro vivere.

Poi il “farsi tenda” della parola (dello spirito), che accogliendoci e dandoci una casa ci invita a praticare a nostra volta l’accoglienza: non si può infatti dare ciò che non si è ricevuto, mentre quando si è vissuto qualcosa di bello si desidera renderne partecipi altri. Infine, la provvisorietà e la mobilità della tenda, che dice insieme uno stare e un essere disposti a lasciare, e che è la condizione della libertà.

 

 

 

Il cortile della sede dell'associazione prima dei lavori di sistemazione. L'immagine e' stata catturata il giorno dell'inaugurazione.

Incontri, preghiera, riflessione, ospitalità e crescita. Ma anche momenti di gioco e di compagnia a cena tutti insieme.